Ciao, sono Armando. Ma puoi chiamarmi Ramando.

Armando Ragazzi — fotografo. Nato in provincia di Mantova, vivo a Bologna.
Tutto è iniziato alle scuole medie. Un pomeriggio in camera oscura con i compagni di classe e il professore di italiano — un appassionato di fotografia — e la luce rossa che piano piano faceva comparire un'immagine sulla carta. È stato in quel buio che ho capito che la fotografia non era solo documentare: era fermare il tempo.
Da lì non ho più smesso. Ho studiato con Luciano Perbellini, Marco Scataglini e Ivana Porta Sunjic — professionisti che mi hanno insegnato non solo la tecnica, ma il rigore dello sguardo: cosa inquadrare, cosa lasciare fuori, quando aspettare.

Il nome "Ramando"

Nasce da un viaggio in Cina. I cinesi storpiarono la pronuncia del mio nome, e gli amici che erano con me iniziarono a chiamarmi così. Il nomignolo è rimasto — e oggi lo usano anche i clienti. A me piace: mi ricorda che la fotografia è anche incontro, adattamento, gioco.

Viaggio in Cina, dove è nato il soprannome Ramando.

Stampa fine art di Armando Ragazzi, paesaggio all'alba.

Cosa cerco nei miei scatti

Nei miei scatti cerco l'attimo che mi emoziona e che descrive l'ambiente in cui mi trovo. Un'alba aspettata, un silenzio rubato, una città che si sveglia. Le stampe che vedi nascono da lì: voglio che chi le appende senta la stessa calma che ho sentito io.

Se mi scrivi, rispondo io.


Firmato: Ramando